Come scoprire se l’acqua è dura?
Postato da Gino Paolini il 24/02/2018

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La durezza dell'acqua

Scoprire l'acqua dura

Quando parliamo di acqua dura la nostra immaginazione corre a immagini poco edificanti ma molto reali di calcare che rovina i sanitari di casa, produce bucati grigi e forma quei fastidiosi depositi che danneggiano irrimediabilmente i nostri elettrodomestici. Ma cosa intendiamo esattamente con il termine comune ma non completamente esaustivo di acqua dura?

Molto semplicemente la durezza dell'acqua determina la quantità di ioni di calcio e magnesio contenuti nell'acqua potabile che ogni giorno alimenta le nostre case e le nostre aziende.

La prima domanda che dobbiamo farci è perché l'acqua si "appesantisce" di queste sostanze? La risposta è semplice: scorrendo attraversando gli strati filtranti del terreno e delle falde nel sottosuolo, l'acqua piovana si carica di calcio e magnesio generando un grado di durezza diversa a seconda del posto. Questi sali minerali normalmente sono solubili in acqua ma, sottoposti a riscaldamento, tendono a precipitare generando il famigerato calcare.

I tre tipi di durezza dell'acqua

Gli idrogenocarbonati (o bicarbonati) sono i responsabili della durezza temporanea dell'acqua: con il calore si trasformano in calcare, incrostazione bianca che si deposita, ad esempio, sullo scambiatore di calore della caldaia e sulla serpentina elettrica dei boiler e degli altri elettrodomestici. La durezza, invece, viene chiamata permanente quando a ebollizione i sali non si trasformano. La durezza totale, infine, è la somma della temporanea e della permanente e si misura in gradi francesi, secondo una classifica che va dalle acque molto dolci (7 °f - 14 °f) a quelle molto dure (32 °f - 54 °f). I sali minerali che compongono la durezza dell'acqua possono essere presenti come solfati, cloruri, nitrati, carbonati o idrogenocarbonati. In condizioni normali sono sono solubili in acqua ma, come già detto, durante il riscaldamento tendono a precipitare formando le incrostazioni. 

I danni dell'acqua calcarea

I danni provocati dal calcare li abbiamo sotto gli occhi quotidianamente ed hanno un costo notevole. La lavatrice e il boiler dispongono di serpentine in cui si accumulano le incrostazioni: questo comporta un elevato costo energetico perché il calcare funge da isolante e l'acqua impiega più tempo a scaldare. Inoltre non dobbiamo dimenticare che dal calcare si formano depositi di ruggine, causati dell'ossido di ferro, che corrodono gli impianti. Tutti gli elettrodomestici sono destinati a rovinarsi irrimediabilmente e anche l'igiene domestica è in pericolo, infatti, è noto che nella struttura calcarea si annidano e proliferano germi e batteri. A questa lista di problemi possiamo aggiungere soffioni della doccia intasati, lavandini, vetri e rubinetteria opachi, caldaie con incrostazioni, e non ultimo, lo spreco di detersivi. Infatti, durante il processo di lavaggio, le molecole dei detergenti si combinano con gli ioni di calcio formando dei composti insolubili che aumentano notevolmente il consumo di detergente e depositandosi sulle fibre tendono ad infeltrire i tessuti.

Rimedi all’acqua dura?

La tecnologia moderna propone rimedi di grande efficacia che pongono fine a queste difficoltà.

Ci vengono in aiuto, infatti, innovativi addolcitori acqua che collegati all'impianto idrico centralizzato dell'abitazione risolvono definitivamente il problema. Il processo messo in atto da questi impianti consiste nel rimuovere gli ioni di calcio e magnesio e sostituirli con equivalenti ioni di sodio utilizzando resine a scambio ionico. Il dimensionamento dell'addolcitore si basa sia sul grado di durezza dell'acqua che deve essere trattata che sul numero di persone (o sui consumi) del gruppo famigliare.

Semplice da installare e di lunga durata, l'addolcitore acqua può essere scelto volumetrico o a tempo, a seconda delle esigenze di consumo. Nel caso dell'addolcitore volumetrico, il sistema di rigenerazione dipende dalla quantità di acqua trattata, mentre in quello a tempo è programmato, attraverso un dispositivo tecnologico, in maniera indipendente dal volume di acqua.

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